Capitolo 6 - Rimpianti

scritto da Mystory90
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Testo: Capitolo 6 - Rimpianti
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Finn uscì dalla cabina per ultimo. 

Il sole del mattino gli colpì il viso, ma lui non lo sentì. Aveva la gola stretta, le mani fredde nonostante il tepore. Le parole della mappa gli rimbombavano ancora nella testa: «Vi nutre di rimpianto... più forte è il rimpianto che portate con voi... più diventerà reale».

E lui lo sapeva. 

Lo sapeva meglio di chiunque altro.

Si appoggiò al parapetto di babordo, lo sguardo perso sull'orizzonte che si avvicinava troppo in fretta. Nella mente rivide quel momento sull'isola, quando aveva stretto le mappe tra le mani, il cuore pieno di paura e di egoismo. Aveva quasi tradito tutti. Aveva quasi preso la nave e se n'era andato, lasciando Reven, Draymor e l'intera ciurma a morire su quella terra sconosciuta. 

Reven lo aveva perdonato. Draymor gli aveva dato una seconda possibilità. Mara, Jared, tutti quanti lo avevano guardato negli occhi e avevano detto: «È passato». 

Ma lui non poteva perdonarselo. 

Ogni notte, quel ricordo tornava. Ogni volta che chiudeva gli occhi, rivedeva la propria mano che tremava mentre nascondeva le mappe. E adesso quella creatura – l'Abisso Pensante – lo avrebbe sentito. Lo avrebbe assaporato come un banchetto. 

Finn strinse il parapetto fino a farsi male alle dita. 

«Sono io il più grande pericolo per tutti» mormorò tra sé. «Se quella cosa mi prende... non resterà niente di me da salvare.»

Poco distante, Draymor era fermo accanto all'albero maestro. 

Anche lui taceva, ma il suo silenzio era diverso. Pesante come piombo. 

Nella mente gli scorrevano immagini che non aveva mai raccontato a nessuno: le notti in cui aveva lasciato la giovane Reven da sola al villaggio per inseguire voci di tesori, le decisioni sbagliate che avevano portato alla scomparsa di vecchi compagni, le volte in cui aveva scelto l'orgoglio invece della prudenza. Cose di cui non andava fiero. Cose che, anche dopo anni, gli pesavano sul petto come ancore arrugginite. 

Se l'Abisso Pensante cercava rimpianti, avrebbe trovato anche i suoi. E forse li avrebbe divorati per primi.

Reven li osservò entrambi dal centro del ponte. 

Vide le spalle curve di Finn, la mascella serrata di suo padre. 

Capì.

«Tutti sul ponte!» ordinò con voce chiara e forte. «Subito. Dobbiamo parlare.»

La ciurma si radunò in pochi istanti. Jared lasciò le vele, Loris spense il fornello, Mara e Jael si avvicinarono per primi. Erano ventidue in tutto, e tutti guardavano Reven con la stessa espressione: attesa mista a preoccupazione.

Reven salì sul cassero di poppa perché tutti la vedessero bene. 

Draymor le si mise accanto, solido come sempre. Finn rimase in disparte, ma ascoltava.

«Abbiamo parlato con la mappa» cominciò Reven. «Non è una semplice pergamena. È antica, consapevole, e ci sta guidando verso qualcosa di vivo. Si chiama l'Abisso Pensante. È una creatura fatta di nebbia e ricordi. Si nutre di rimpianti. Più profondi sono i rimpianti che portiamo dentro, più forte diventa. Tra tre o quattro giorni la incontreremo. E per passare oltre, ognuno di noi dovrà offrirgliene uno. Uno solo. Il più vero. Ad alta voce. Se mentiamo, ci prenderà tutto. Se diciamo la verità... forse ci lascerà andare dall'altra parte.»

Un mormorio basso attraversò la ciurma.

Reven alzò una mano per farli tacere.

«So che vi sto chiedendo molto. Ma sappiate questo: non siamo soli in questa prova. Ognuno di noi ha i suoi rimpianti. Io ho rimpianto di non aver cercato mio padre prima. Ho rimpianto ogni momento in cui ho dubitato di me stessa come vice capitana. Draymor...» guardò il padre «ha i suoi. Cose del passato che non può cancellare. E Finn...» la voce si addolcì appena «ha il suo. Quello che tutti conosciamo. Ma l'abbiamo perdonato. L'importante è che lui sappia che lo abbiamo fatto.»

Finn abbassò lo sguardo, le guance pallide.

Reven continuò, rivolgendosi a tutti:

«Jared, tu rimpiangi forse di non essere stato più veloce durante la tempesta. Mara ha i suoi silenzi. Loris il cuoco ha i suoi errori in cambusa che hanno fatto star male qualcuno. Ognuno di noi ha qualcosa. L'Abisso li sentirà tutti. Ma non dobbiamo lasciarci divorare. Dobbiamo affrontarli insieme. Parlarne, se serve. Prepararci.»

Draymor fece un passo avanti. La sua voce era bassa, ma arrivava fino all'ultimo uomo.

«Ho sbagliato molte volte nella mia vita. Ho lasciato persone indietro. Ho scelto il mare invece della famiglia. Se quella creatura vuole uno dei miei rimpianti, glielo darò. Ma non gli darò voi. Non gli darò mia figlia. E non gli darò la speranza che abbiamo costruito in questi mesi. Quindi preparatevi. Tre giorni. Occhi aperti, cuori aperti. Parlate tra di voi se volete. Ma non nascondete nulla a voi stessi. È l'unico modo per arrivare dall'altra parte.»

Il silenzio che seguì fu diverso dal solito. Non era paura. Era una quieta determinazione.

Jared annuì per primo. 

«Se devo dire il mio rimpianto ad alta voce davanti a una nebbia pensante... lo farò. Meglio che morire senza averlo affrontato.»

Mara posò una mano sulla spalla di Finn, senza dire niente. Solo un gesto. 

Finn alzò finalmente lo sguardo. Aveva gli occhi lucidi, ma la voce uscì ferma:

«Non so se riuscirò a perdonarmi. Ma se questo è il prezzo per farvi arrivare alla Stella Oceana... lo pagherò. Per tutti voi.»

Reven sorrise, un sorriso piccolo ma vero.

«Allora siamo pronti. La mappa ci guiderà. Noi ci guarderemo le spalle a vicenda. E quando arriverà il momento, diremo la verità. Niente di più, niente di meno.»

La ciurma si disperse lentamente, ma nessuno tornò al lavoro con la solita leggerezza. 

Qualcuno parlava piano con il vicino. Qualcuno fissava il mare in silenzio. Qualcuno, come Finn, rimase appoggiato al parapetto, respirando piano, come se stesse già provando le parole che avrebbe dovuto dire tra tre giorni.

Sopra il tavolo nella cabina, la mappa pulsava piano nella penombra, sola.

E per una volta, non disse nulla di sarcastico. 

Sapeva che i rimpianti più grandi non hanno bisogno di commenti.

La Treasure continuò a scivolare verso nord-ovest, portando con sé ventidue anime e i loro pesi invisibili. 

E l'Abisso Pensante, da qu
alche parte oltre l'orizzonte, cominciò a respirare più forte. 

Sentiva già il sapore.

Capitolo 6 - Rimpianti testo di Mystory90
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